DIARANZICO #4
Pubblicato: 27/05/2012 Filed under: diario+romanzo+dinamico | Tags: california style, classificazione universale Lascia un commento ».
diario+romanzo+dinamico
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l’effetto in tutta europa è immediato: tutto l’immediato in effetto è europa: in effetti l’europa è un tutto immediato: in europa il tutto è in effetto immediato: non viene esclusa neanche l’ipotesi che a fare la telefonata sia stato un mitomane, ma in un momento come questo non ti preoccupare, il bando lo faranno per noi – scuoteva la testa, disperata: questo posto potrebbe essere controllato; immagino tu abbia ragione
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stamattina c’era tempo ma non riusciva a scrivere niente: si potrebbe, certo, fare un po’ di retorica – dal balcone potrebbe entrare qualche lucertola, ma simboli non ce ne sono dove non c’è intenzione – sono solo cose immagini oggetti voci; ogni tanto bisogna ridere: si può creare un elenco, è facile con google è facile – l’importanza deriva dalla possibilità che questo particolare diventi oggetto di una classificazione universale: stamattina c’era tempo ma non riusciva a scrivere niente
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avere un canale su youtube dove fai video dove sei sempre in primo piano e esce in sovrimpressione a un certo punto california style: tale condizione assume i tratti più suggestivi di una qualsiasi altra situazione analoga che si viene a creare, gonfiore delle guance, impossibilità di masticare, eccetera – ci sono 5 rimedi naturali contro la stanchezza ma 4 di questi erano operai al lavoro nei rispettivi turni di notte: il crollo del tetto del capannone non ha lasciato loro scampo; le leggi del mercato non dovranno essere intaccate, bensì dovremo fare in modo che le istituzioni siano tali per cui proprio le leggi del mercato, e soltanto esse, costituiscano il principio della regolazione economica generale e, di conseguenza, fungano da principio della regolazione sociale – la lezione con il professor foucault potrebbe lasciare il posto a un senso di indolenzimento che può tuttavia irradiarsi per una buona metà del viso fino al collo
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[continua]
DIARANZICO #3
Pubblicato: 22/05/2012 Filed under: diario+romanzo+dinamico Lascia un commento ».
diario+romanzo+dinamico
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alla notizia che esiste un web nascosto, una rete invisibile ai motori di ricerca, il detective sentiva svanire la propria rabbia; dopo 15 righe di banalità e luoghi comuni (la frase favorita era mi avevano detto che sei uno che fa il furbo), si avviava verso la porta, poi ci ripensava, si sedeva sul pavimento con la schiena appoggiata al muro – la disciplina crea l’essenza dell’esercito: si tratta però di una duplice disciplina: una disciplina palese e una segreta; sul blog dello scrittore giulio mozzi ci sono 17 lezioni video per inventare e raccontare storie: gratis
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ogni 3 / 4 mesi su anobii c’è qualcuno o qualcuna che mi chiede di vendergli o di venderle il libretto su federer di david foster wallace: a una una volta gliel’ho pure detto che non è niente di che, che è molto meglio il pezzo di wallace sul tennista michael joyce, ma loro lo vogliono uguale – non è il fatto quello che interessa, quindi il racconto non serve a niente; quelle erano solo parole, questo la faceva sentire tagliata fuori da una parte importantissima della propria vita: almeno 5 mesi per un’ecocardiografia, più di 4 per un’ecografia ginecologica o transvaginale – scusa l’intrusione, scrivono, scusa l’interruzione
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rimasto solo, provava, quasi per un momento, un senso amaro di vittoria: in fondo credo che il punto sia estremamente semplice: sono poche le persone che mi fanno girare la testa, la maggior parte mi fa girare solo le palle aspettare è doloroso dimenticare è doloroso perché oggi ci sei amo le scatole e quando si tratta di te io non – la prima persona fa sempre un po’ paura; ella non diceva nulla questa volta: lui diceva allora senza voltarsi e quindi ho riunito pochi amici e abbiamo cominciato quest’avventura, così
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[continua]
DIARANZICO #2
Pubblicato: 18/05/2012 Filed under: diario+romanzo+dinamico Lascia un commento ».
diario+romanzo+dinamico
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pensavo che il modo migliore di raccontare quanto accaduto fosse riportare le testimonianze di chi era presente – c’è modo e modo di manifestare il proprio dissenso verso un articolo: una violenza che tutto sommato va capita – spinti verso punti insicuri della gabbia, ammassati e ‘protetti’ da una ringhiera troppo instabile e troppo bassa per fare da argine verso il vuoto, interminabili lanci di lacrimogeni ci impedivano qualsiasi via di fuga, non c’è che dire uno dei modi migliori per farsi pubblicità, entro in un grosso stanzone, sul fondo vedo 5, 6 ragazzi inginocchiati faccia al muro presi a calci: erano molto meglio nudi che vestiti, stesi sul lenzuolo rosa palli(apro una parentesi di riflessione a riguardo)
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provo a chiedere informazioni su cosa sta accadendo e perché dobbiamo spostarci, nessuno mi risponde, nessuno mi dà retta, ci sono altri come me, entrando vedo il lavandino pieno di sangue e penso il petrolio è vitale per l’occidente, specie per l’italia che ha scelto a suo tempo di uscire dal nucleare – secondo buckminster fuller, la celebre formula di einstein |e=mc²| era, nella sua economicità, il modello dell’espressione poetica – è meglio fare un documentario o un film su un tipo che un bel giorno decide di prendere un fucile e ammazzare un po’ di gente prima di venire ammazzato o solo catturato con conseguente processo-show? il documentario è a tema libero
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vedo dei flash, penso che siano giornalisti e invece hanno cominciato a fare le foto segnaletiche: si tratta del terzo trimestre consecutivo in cui il dato congiunturale – il dato congiunturale: un’espressione come il dato congiunturale, l’unica cosa che possiamo intuire è la rete dei rapporti, delle relazioni, delle interconnessioni, dei paradossi, delle interdipendenze – siamo tutti complici, comunque e per sempre coinvolti (se cito de andré preferisco storia di un impiegato) – stanotte ho sognato nina zilli e una rissa con delle persone che cadevano di schiena da delle scale di cemento grezzo vicino a un sottopasso
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[continua]
BALLATA SERIALE #33
Pubblicato: 14/05/2012 Filed under: materiali poetici Lascia un commento »il vicequestore palizzi alle prese con i primi accertamenti – com’è giustificabile l’industria culturale – quello che conta è la plasticità interna al sistema – il vicequestore è stato abbandonato dagli spiriti – e dopo un’attenta analisi ho capito che non ho capito niente di te
mo faccio un discorso un po’ generico
l’agente della riscossione parlava
sottovoce al vicequestore da oggi
c’è un tablet per tutti la notte
mai più scenderaaaaaaaaaa
è evidente che non possiamo
ignorare le indicazioni che arrivano
che ci consigliano di essere
rispettosi
attenti
se stessi
galanti e romantici
pazienti
lavora con impegno
per contribuire alla tenuta del paese
il domani ti farà scoprire mondi
sempre diversi la notte mai più
scenderaaaaaaaaaaaaaaaaaa
la sfida riparte
ci sono 3 cose che puoi fare
‘a monakell’ ‘a monakell’
non avvicinarti troppo al pozzo
statt’ attint’ alla monakell’
quanto più la gente resiste
tanto più la carichi di punizioni
decorso il termine di 60 giorni
dalla data di notifica della cartella
senza che sia intervenuto l’integrale
pagamento sono dovute ulteriori
somme aggiuntive da calcolarsi akka
tasto errato
e chi vince verrà premiato
con un’attività divertente
che lo terrà lontano
dalla cucina mentre chi perde
e tutto ciò simultaneamente
intervallo
interrompiamo la normale programmazione
ricordando che annunci per la vendita
di strumenti per commettere omicidi
e armi di distruzione di massa
non sono permessi
in questa poesia
il vicequestore ovvero il protagonista
che si vede poco prendeva un caffé
con l’agente distratto ricordava che
le bombe del 12 dicembre scoppiavano
in un paese dove a partire dal 3 gennaio
c’erano stati 145 attentati
qualcuno giocava al videopoker
con una bottiglia di dreher in mano
e la maglietta dell’inter di van der meyde
la maggior parte sono di origine
ufficialmente incerta
[33. continua]
DIARANZICO #1
Pubblicato: 09/05/2012 Filed under: diario+romanzo+dinamico Lascia un commento ».
diario+romanzo+dinamico
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l’ondata di caldo avvolgeva la città come un – fra poco si mangia: ho fame come un (si può aggiungere ‘come un’ alla fine di ogni frase, e poi completarla a piacimento) – ci sono comedy che si aprono con un pilota disastroso: una stima per difetto del potere militare e intimidatorio del lavoro e delle politiche sociali; l’uso di metafore e similitudini contribuisce ad arricchire la narrazione di eleganza così come – come fai a sapere se certe cose ce le hai in testa o no – questo gioco lo vince chi riesce più a lungo a fingere di non aver perso
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un’auto bianca arrugginita attraversava lenta il quartiere di proletari bianchi a nord del centro: un modo come un altro per affrontare il futuro portando innovazione – la questura e il ministero degli interni avevano cominciato ad ammettere la possibilità di singoli episodi in cui la truppa, sovraeccitata, avrebbe perso il controllo della situazione: mogli monelle hanno bisogno di sesso – basta entrare in bagno e prendere in mano una confezione di qualcosa per rendersi conto quanto siamo circondati dalle parole
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sul blocco delle ballate a un certo punto c’è scritto il domani ti farà scoprire mondi sempre diversi – gli piaceva guardarla mentre si muoveva per la casa, richiudeva un cassetto con il fianco e altre cose che sono perfette per un’eventuale trasposizione cinematografica dove mila kunis è giovane bella e soprattutto in carriera a 25 anni ha un lavoro pagato benissimo tanto che le permette di mantenere anche la madre che negli anni ’60 era hippie poi la festa è finita poi ha cominciato a bere ha divorziato un paio di volte alla fine le recensioni non erano così male; a ogni stadio della mia meccanica pensante, vi sono buchi, arresti, cercate di capirmi, non voglio dire nel tempo, ma in una sorta di spazio
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[continua]
BALLATA SERIALE #32
Pubblicato: 04/04/2012 Filed under: materiali poetici Lascia un commento »ovvero
SOGGETTO PER UN FILM CATASTROFICO
quello che ho fatto l’ho fatto in buona fede – una volta smascherati può renderli inoffensivi – guarda come un cambiamento di ritmo può scatenare una rivoluzione – per questo è necessario conoscere i fatti
guarda come le sai dopo le cose
e tutto è un fatto di forza di volontà
guarda come si muove con eleganza
e assoluta padronanza nei movimenti
guarda come i cani si fermano proprio
a ridosso della ferrovia ho pensato
di ammazzare il vicequestore
si lanciava dal balcone si
impiccava nel capannone
dell’azienda in campagna
a una trave del suo si dava
fuoco in macchina provava
a lanciarsi dal cavalcavia
della coop in un torrente
si mangiava le parole agnagnava
alla ricerca di nuovi membri una cosa
infastidibile poi una fila
allucinante con chi spingeva
di qua e chi di là per fare le foto
questa vicenda si ripeteva
per molti giorni e molte notti
tutti parlano di crisi qua mo‘
speriamo bene la ragazza aveva il taglio
orizzontale anziché verticale il vice
questore attendeva in silenzio qualcosa
spuntava dalla sua ascella destra
ora lasciamo stare le mille scuse
che ha trovato no noi non veniamo
abbiamo finito tutti i soldi
tornavano a strisciare e a infilarsi
nel suo corpo gli sembrava di vedere
artigli in cima a quelle dita
allora cantavano una formula magica
la disciplina della sforzo contrattuale
ostacola ogni tensione e porta semplificazione sociale
l’operazione è indispensabile condizione
del salvataggio della repressione
è il rilancio di riformare la crescita
sono necessari momenti strutturali
per raggiungere il miglior risultato possibile
e ovviamente noi a urlare per dargli ragione
segue una digressione
la macchina dei carabinieri ieri notte
era ferma in mezzo alla strada coi fari
spenti un gatto sonnecchiava sotto la macchina
sonnecchiare è una parola
molto adatta a un gatto
resta sincronizzato accedi
gli occhi bianchi dell’europa sembravano
in movimento solo dopo qualche istante
ti rendi conto che le orbite svuotate
si trasformavano in larve
e risalivano poi in superficie
e il vicequestore gridava per la disperazione
perché sapeva che era inutile scappare
ma quant‘ ‘è bello quant”è uomo quant‘ ‘è fine
datti una regolata altrimenti inizieremo
a cancellare i messaggi se ho toccato
la sensibilità di qualcuno chiedo
scusa non era nelle mie intenzioni
[32. continua]
LA CACCIA AL SERPUALO #10
Pubblicato: 24/03/2012 Filed under: the league of invisible composers | Tags: lewis carroll, snark Lascia un commento »ottavo canto
svanire
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Lo cercarono coi ditali, lo cercarono con attenzione;
Lo inseguirono con forchette e speranza;
Lo minacciarono con un binario della stazione;
Lo incantarono con sorrisi e sapone a oltranza.
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Tremavano al pensiero che la caccia potesse fallire,
E il Castoro, finalmente eccitato,
Saltellava sulla punta della coda per svilire
La luce di un giorno ormai passato.
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“C’è Come-si-chiama che grida!” disse il Banditore.
“Sta gridando come un pazzo, ascoltate un pochino!
Fa segni con le mani, scuote la testa con stupore,
Di certo ha un Serpualo nel mirino!”.
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Tutti guardarono incantati, mentre il Macellaio esclamava,
“È sempre stato un disperato mattacchione!”.
L’osservarono – il loro Fornaio – l’eroe senza nome
Che in cima a una roccia se ne stava,
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Eretto e grandioso, per un attimo glorioso.
L’attimo seguente, quella selvaggia figura
(Come colpita in una rissa) affondava nell’abisso,
Mentre aspettavano pieni di paura.
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“È un Serpualo!” è il primo suono che ascoltate,
Quasi troppo bello per essere vero laggiù.
Poi seguì un torrente di applausi e risate:
Poi le inquietanti parole, “È un Boo –”.
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Poi, silenzio. Qualcuno immaginò di sentire nell’aria
Un esausto, vagabondo sospiro
Che suonava tipo “– Jum!” ma c’è chi dichiara
Fosse solo una brezza là in giro.
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Cercarono finché fece buio, ma non riuscirono a trovare
Né un bottone, una piuma, o una traccia in regalo
Che permettesse loro di testimoniare
Dove il Fornaio incontrò il Serpualo.
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In mezzo alla parola che provò a pronunciare,
In mezzo alle risate e all’allegria,
Dolcemente e all’improvviso svanì via –
Perché, vedete, il Serpualo era un Boojum da evitare.
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FINE
BALLATA SERIALE #31
Pubblicato: 21/03/2012 Filed under: materiali poetici Lascia un commento »il vicequestore palizzi riprende la scena per farci un video – e come risultato l’invisibile diventa reale – formare frasi grammaticali corrette è per l’individuo normale la condizione preliminare di ogni sottomissione alla legge sociale – il vicequestore oggi non discuterà di urbanistica – il principio di contraddizione non trova alcun posto nella loro logica
arrivavano ogni sera
su enormi pullman-limousine
bianchi con i vetri oscurati
il vicequestore stereotipato
alzava a scatti la testa
per annusare l’aria
che si manteneva nei limiti
aaaaaaaaaaaariaa
imposti dalla normativa vigente
quello che fiutava
non gli piaceva per niente
considerazione preliminare
ricordate che le cose e le azioni
non sono necessariamente poetiche
in se stesse quella cretina della moglie
ha avuto il posto senza concorso
per esempio gli architetti non sono
quasi tutti disoccupati
il vicequestore era ora accompagnato
dal suo fedele animale guida
un cormorano con le piume gialle
non tutto giallo a chiazze
bisognava capire se c’era stata un’implosione
del pavimento oppure se la struttura
non avesse avuto un corretto montaggio
si invertono un attimo i ruoli
nel laboratorio ci cambiavano la maglia
e ripetevamo quello che ci dicevano di dire
iu meik mi fiil nanananana
l’ordine di comando
quando arriva
deve essere ottemperato
il vicequestore cercava una ragazza
anche se non c’entrava nulla
ecco la risposta alla domanda
nel complesso gioco delle maschere
è possibile sbagliarsi anche se 3 milioni
e mezzo di dollari non sono molti
dopo i buoni risultati della scorsa settimana
non è mai stato così semplice
si erano dotati di una loro filosofia
semplice e rigorosa
non smettere mai di crescere
essere amichevole con chiunque incontri
agevolare l’interconnessione geoculturale
raccogliere miliardi di dollari
e nel dubbio accelerare
interruzione
i vostri istinti devono ora
essere deviati dalla loro meta
e inibiti nel loro scopo
un bambino biondo col maglione
rosso e nero a righe e una camicia
blu e le bretelle bianche guardava
delle foto e indicava con il dito
il vicequestore e carla erano rimasti soli
in mezzo a macchine lucide
spettacoli elettronici pilotati da esperti
nella confezione di immagini vincenti
e situazioni poco chiare
in agenda aveva scritto un appunto
una frase da utilizzare in varie occasioni
ecco cosa diceva
aveva cambiato il mondo per sempre
e aveva reso il genere umano più unito
[31. continua]
LA BALLATA DEL TREQUARTISTA
Pubblicato: 18/03/2012 Filed under: materiali poetici | Tags: calcio Lascia un commento »sfruttando cioè quella disparità di impegni – che non è sfuggito al guardalinee – ma giudicata passiva dall’arbitro – chi è invece già abile e arruolato – lo stadio piomba in un silenzio angosciato
per un attaccante è bello segnare è importante
centrare l’obiettivo lo ritengo non solo
un buon allenatore ma soprattutto
un’ottima persona vogliamo arrivare
il più in alto possibile le esclusioni
sono decisioni degli allenatori che accetto
senza commentare ho ancora tanta strada
da percorrere abbiamo le qualità
per venire fuori da questo momento
si sta parlando molto del mio futuro ma io
non ho ancora deciso nulla il sostegno
del nostro pubblico è fondamentale
fa parte del gioco la società punta
a traguardi importanti cercheremo
di dare il massimo il progetto
è intrigante la verità la conosco io
e la conosce il mio manager ma il cammino
è ancora lungo vedo molte cose
ingigantite io mi sento ogni domenica
in discussione e riparto da zero si può
giocare bene con tutti mi trovo bene
con tutti abbiamo bisogno del supporto
dei tifosi il futuro lo deciderò
a fine stagione con i 3 punti per vittoria
può succedere di tutto conta soltanto
il campo questo è un gruppo
straordinario nelle difficoltà raddoppia
le energie quando siamo in campo
tutti pensiamo a vincere i risultati
non vengono mai per caso conosco
il calcio e so che a passare
dalle stelle alle stalle non ci vuole niente
mi interessa poco quello che si dice
voglio restare qui penso
a fare bene pensiamo solo
ad allenarci la testa e i piedi
nella stessa misura abbiamo vinto
è quello che conta purtroppo nel calcio
questo tipo di condizionamento
c’è sempre stato io dovrò essere
a disposizione del gruppo però
bisogna sempre migliorarsi l’allenatore
ha fatto una scelta non vorrei entrare
nel merito la società ha lavorato bene
sul mercato questa è la mia sfida se ognuno
di noi farà il proprio dovere
ce la faremo i complimenti
fanno piacere il secondo anno è stato
diverso dovremo rimanere uniti
sul campo sono come gli altri
giocatori noi pensiamo
a noi stessi le polemiche
non servono a nulla sono un professionista
e considero questa opportunità
la mia grande occasione io sono solo
un componente faccio parte
del gruppo rispetto le scelte del mister
ognuno si assuma le proprie responsabilità
tengo aperte tutte le porte soltanto così
potremo raggiungere i nostri obiettivi
LA CACCIA AL SERPUALO #9
Pubblicato: 14/03/2012 Filed under: the league of invisible composers | Tags: lewis carroll, snark Lascia un commento »settimo canto
il destino del banchiere
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Lo cercarono coi ditali, lo cercarono con attenzione;
Lo inseguirono con forchette e speranza;
Lo minacciarono con un binario della stazione;
Lo incantarono con sorrisi e sapone a oltranza.
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E il Banchiere, ispirato da un insolito coraggio,
Che fu materia dell’attenzione generale,
Sfrecciò folle e svanì come un miraggio
Per scovare il Serpualo tale e quale.
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Ma mentre cercava con ditali e attenzione
Un Bandrappo rapidamente si doveva avvicinare
E afferrò il Banchiere, che gridò per la disperazione,
Perché sapeva che era inutile scappare.
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Gli offrì un forte sconto – gli offrì un assegno
(«al portatore») di 7 sterline e un decino:
Ma il Bandrappo allungò il collo senza ritegno
E riafferrò il Banchiere in declino.
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Senza pause o riposo – mentre quelle fauci frumiose
Selvaggiamente scattavano qua e là
Se la svignò e saltò, e si agitò e cascò,
Finché alla fine svenne in verità.
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Il Bandrappo fuggì appena vide gli altri in rilievo
Guidati da quel grido di dolore-terrore:
E il Banditore rimarcò, “Proprio come temevo!”
E solenne scampanellò con onore.
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Aveva la faccia nera, e loro trovarono a fatica
La minima somiglianza con ciò che era prima:
Dallo spavento era diventata bianca la sua blusa antica –
Cosa meravigliosa da mettere in rima!
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Nell’orrore generale di chi era presente
Si alzò vestito elegante da sera,
E spocchioso provò a dire sgraziatamente
Ciò che la lingua proprio non poteva.
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Sprofondò su una sedia – preparando la commedia –
E cantò in toni parodiani
Parole che erano sicura spia della sua follia,
Mentre scuoteva un paio d’ossa con le mani.
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“Lasciatelo al suo destino – ormai è tardi, poverino!”
Il Banditore esclamò nel terrore.
“Abbiamo perso mezza giornata. Un’altra azione ritardata,
E un Serpualo non lo pigli col buio, nossignore!”.