cit/azioni

intere culture potrebbero essere programmate in modo da mantenere la stabilità del loro clima emozionale

in molti ambiti della vita quotidiana dove crediamo di poter esercitare il libero arbitrio, in realtà obbediamo a temibili dittatori

la logica democratica della scrittura senza maestro né destinazione, la grande legge dell’uguaglianza di tutti i soggetti e della disponibilità di tutte le espressioni

nessun periodo della storia può meglio mostrare il potere creatore delle masse popolari quanto il X e l’XI secolo

la parola “gioco linguistico” è destinata a mettere in evidenza il fatto che il parlare un linguaggio fa parte di un’attività, o di una forma di vita

nella storia, l’apparenza ha sempre avuto un ruolo molto più importante della realtà – l’irreale predomina sul reale

molta gente ha bisogno di avere una più esatta immagine di se stessa e del mondo, e non sempre ciò è piacevole

strutturata come organizzazione piramidale, […] la camorra era stata considerata dai borbone solo una temibile forma di delinquenza da reprimere

in breve, la storia e la struttura della linguistica inibisce, se addirittura non la impedisce completamente, l’elaborazione di una teoria della frase che possa poi essere applicata in letteratura

la critica letteraria è però lo studio della lettura, non della scrittura

fatto sta, comunque, che l’arte occidentale è saldamente all’interno dell’acquario

fra lettore e scrittore si instaura sempre un legame simbiotico molto stretto, che produce una sorta di fertilizzazione incrociata intellettuale e artistica – le parole dello scrittore fanno da catalizzatore nella mente del lettore, ispirandosi nuove intuizioni, associazioni e percezioni

ma gli spieghi veramente ciò che tu stesso capisci? l’essenziale non glielo lasci forse indovinare?

quando filosofiamo siamo come selvaggi, come uomini primitivi che ascoltano il modo d’esprimersi di uomini civilizzati, lo fraintendono e traggono le più strane conseguenze della loro erronea interpretazione

sembra paradossale ma non lo è: nel momento stesso in cui la comunicazione, il linguaggio, l’apprendimento diventano i contenuti principali del lavoro cognitivo-immateriale, tanto più si diffonde l’ignoranza (non cultura), nel senso dell’incapacità di essere coscienti del proprio ruolo e del proprio posizionamento nel ciclo produttivo

mi chiedi se preferisco i piani panoramici, con le lente cadenze degli imperfetti? sì, preferisco i piani panoramici, perché sono più vicini all’uso quotidiano – non si parte da una focalizzazione precisa ma da una vaghezza – il che lascia più margine per gli effetti del linguaggio

ma l’arte non è mai un fine, è soltanto uno strumento per tracciare le linee di vita, ossia tutti quei divenire reali che non si producono semplicemente nellarte, tutte quelle fughe attive che non consistono nel fuggire nell’arte o nel rifugiarvici, quelle deterritorializzazioni  positive che non si riterritorializzano sull’arte, ma la trascinano invece con sé, verso le contrade dell’asignificante, dell’asoggettivo e del senza-viso

il fatto è che noi ci serviamo della fantasia tutti i momenti per interpretare le cose, cercando di capire quello che è fuori dalla nostra portata; e tutto il nostro sistema emotivo dipende da come immaginiamo ciò che non è davanti ai nostri occhi

non esiste l’opera “originale” – c’è sempre un pullulare di motivi che vengono da tutte le parti

la tecnica della sospensione del giudizio è la scoperta del ventesimo secolo, come la tecnica dell’invenzione fu la scoperta del diciannovesimo

un anello semiotico è come un tubero che agglomera atti molto diversi, linguistici, ma anche percettivi, mimici, gestuali, cogitativi: non c’è una lingua in sé, né un’universalità del linguaggio, ma un concorso di dialetti, vernacoli, gerghi, lingue speciali

se avessi perso tempo a creare personaggi non sarei mai riuscito a darmi da fare per attirare l’attenzione su cose veramente importanti: le irresistibili forze della natura, le invenzioni crudeli, gli ideali di pastafrolla e i governi e le economie che riducono a qualcosa tirato dentro dal gatto qualunque tipo di eroe o di eroina

in un contesto di produzione sempre più immateriale, i fattori competitivi hanno sempre più a che fare con il contenuto immaginario dei beni, ovvero con i fattori qualitativi e semiotici che sempre più sono incorporati nella forma merce – di fatto la merce non rappresenta l’obiettivo diretto del consumo ma è piuttosto il veicolo di uno stile di vita e di un immaginario

l’elemento estetico è sostituito dall’elemento poetico, la formulazione mediata dalla formulazione aderente, la rappresentazione dalla presentazione

innanzitutto si rigettano senza comprenderli tutti i tentativi rivoluzionari del secolo scorso, precludendosi ogni possibilità di situarsi oggi rispetto ai problemi politici – si è allora nella stessa situazione in cui sarebbe un matematico che pretendesse di progredire nella propria disciplina senza nulla conoscere dello stato dei problemi matematici, di che cosa sia stato o meno già dimostrato

[in progress]

Annunci


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...