IL MIO ESAGERAME ATTORNO AL FATALITY PER L’INCLUSIVE TOUR DELL’ULISSE #12

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – secondo l’editore bureau, la scorsa settimana la traduzione cinese di finnegan’s wake si è piazzata al secondo posto nella classifica dei bestseller

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Padre nostro che non sei nei cieli. Eppoi mi sono convinto che il mondo è una bestia. Occhi umani. Ci sono dentro troppi enigmi polizieschi. Miss Dunne picchiettò sulla tastiera. 5 uomini-sandwich con la tuba bianca tra l’angolo di Monypeny e il piedistallo dove non c’era la statua di Wolfe Tone, girarono snodandosi H.E.L.Y.’S. e tornarono indietro strasciconi come erano venuti. Poi guardò il gran cartellone di Marie Kendall, l’incantevole soubrette, e gingillandosi distrattamente, scribacchiò sul taccuino tanti 16 e esse maiuscoli. Si fermò per leggere il biglietto che aveva in mano. Ero… stamani… poveretto… come si chiama… eccì!… Mamma mia! Numeri già eseguiti. Roba da colletto duro. Mr Bloom sfogliava svogliatamente le pagine delle Terribili rivelazioni di Maria Monk, e poi del Capolavoro di Aristotele. Caratteri storti raffazzonati. Nasce un bambino ogni minuto, da qualche parte. Lesse ad apertura di pagina. Mr Bloom lesse di nuovo: La bella donna. I contadini brontolano sempre. Prenderei un bicchierino del vostro gin migliore, Mr Crimmins. Un migliaio di vittime. E poi dicono che l’America è la terra degli uomini liberi. Gli ho sorriso: L’America, ho detto piano, proprio in questo modo. Che cos’è? La spazzatura di ogni altro paese compreso il nostro. Non è vero forse? È un fatto. Intrallazzo, caro signore. Be’, si capisce, dove ci sono soldi in giro c’è sempre chi è pronto a raccattarli. Il vestito è tutto. Parole dissennate dei sofisti: Antistene. Scienza delle droghe. Il ronzio di sferzanti cinghie di trasmissione e il ronron di dinamo della centrale elettrica incitarono Stephen a esistere ancora. Esseri senza essere. Fermo! Pulsazione sempre fuori di te e la pulsazione sempre dentro. Ruffiana e macellaio erano le parole. Ehi, dico! Ma non subito. Un’occhiata in giro. Nella vetrina di Clohissey una sbiadita stampa del 1860, Henan contro Sayers, attirò la sua attenzione. Pagine sbrindellate. Come si conquista una donna. Questo è per me. Dire la seguente formula magica 3 volte a mani giunte: – Se el yilo nebrakada femininum! Amor me solo! Sanktus! Amen. Sta affogando. Agenbite. Salvala. Agenbite. Tutti contro di noi. Mi farà affogare con sé, occhi e capelli. Agenbite of inwit. Di coscienza ri-morso. Desolazione! Desolazione! Stanno facendo un putiferio dell’altro mondo, disse irritato Jimmy Henry, con la loro maledetta lingua irlandese. Dov’era il questore, voleva sapere, per mantenere l’ordine nella sala del consiglio. Maledetta lingua irlandese, dei nostri antenati. Shakespeare è la felice riserva di caccia di tutte le menti che hanno perso l’equilibrio. Non sarà mai un poeta. La gioia della creazione…

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IL MIO ESAGERAME INTORNO ALLE FATTEZZE PER L’INCURSIONE DELL’ULISSE #11

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – un padre, un male necessario

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È un maschio: la sua crescita è il declinare del padre, la sua giovinezza l’invidia del padre, il suo amico il nemico del padre. Padre di se stesso. Mulliganfiglio disse tra sé. Aspetta. Sono incinto. Ho un nascituro nel cervello. Pallade Atena! Un dramma! Il dramma è quello che ci vuole! Fatemi partorire! L’intreccio si complica, disse John Eglinton. Io voi egli loro. Nomi! Cosa c’è in un nome? È quel che ci chiediamo da fanciulli quando scriviamo il nome che ci hanno detto essere il nostro. Stefanino, tagliati il panino. Il suo nome è abbastanza strano. Mi pare che spieghi il suo umor fantastico. Pater, ait. Il bibliotecario quacchero si avvicinò saltellando. Svelto tamente scricchiolando tamente tamente egli tamente scomparve. Parole, parole. Ma agisci. Agisci parole. Ti beffano per metterti alla prova. Agisci. Subisci. Sono stanco della mia voce, la voce di Esaù. Rise per liberare il suo spirito dalla servitù del suo spirito. Il ragazzo dell’atto primo è l’uomo maturo dell’atto quinto. Tutto in tutto. Dopo Dio Shakespeare è il più grande creatore. Trovò reale nel mondo esteriore ciò che era possibile nel suo mondo interiore. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi. Crede alla sua teoria? No, disse Stephen prontamente. Cioè, aiutami a credere o aiutami a discredere? Chi aiuta a credere? Egomen. Chi a non credere? L’altro. La vita è una moltitudine di giorni. Questo finirà. Memorandum: era pazzo Amleto? Puck Mulligan, col suo panama-elmo, andava passo passo, giambicamente stornellando. Puck Mulligan saltellava bellamente, trillando: Per la paura di doversi sposarsi | Stavan da mane a sera a masturbarsi. Seguita a scherzare. Conosci te stesso. Una risata gli danzò sulle labbra. Ho concepito un dramma per mimi, disse solennemente. (immoralità nazionale in 3 orgasmi). Rivolse a Stephen un sorriso da buffone allegro, dicendo: il travestimento temo sia trasparente. Ma sta’ a sentire. Personaggi. L’ebreo errante, sussurrò Buck Mulligan con una reverenza pagliaccesca. Come si chiamava quel ragazzo? Dignam, sì. Ah davvero? Già, il Parlamento era ancora aperto. Oh, quello sì era un bel nome. Oltrepassò Grogan il tabaccaio al cui negozio erano appoggiati tabelloni di giornali che parlavano di una spaventosa catastrofe a New York. In America quelle cose capitavano continuamente. Piacevano a Padre Conmee, la strada e il nome. Moutonner, dicono i francesi. Parola familiare e appropriata. Che c’è di bello? chiese. Vista quella certa persona ieri sera, disse il vigile abbassando la voce. Un biglietto Camere non ammobiliate scivolò giù dal telaio e cadde.


IL MIO ESAGERAME INTORNO ALLA FATTIBILITA’ PER L’INCRUNATURA DELL’ULISSE #10

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – il titolo si riferisce a una ballata popolare irlandese

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Letto di morte di mamma. Un uomo di genio non fa errori. I suoi sono errori voluti e sono portali di scoperta. Portali di scoperta si aprirono per lasciar passare il bibliotecario quacchero, lieve scricchiolante, calvo, orecchiuto e assiduo. Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa. A gambe incrociate sotto l’ombra dell’ombrellone troneggia il Logos azteco, funzionante sui piani stradali, la loro superanima, mahamahatma. Guarda questo. Ricorda. Pensieri chiusi in bare attorno a me, in casse da mummie, imbalsamati con aromi di parole. Messer Brunetto, grazie del suggerimento. Drummond of Hawthornden ti ha aiutato a questo passo. Già detto. E nei padiglioni de’ loro orecchi io verso. Il mio telegramma. Panciotto colr primula salutò allegramente col suo panama in aria come con un bastone da giullare – ma verrà nell’ultimo giorno a giudicare i vivi e i morti quando tutti i vivi saranno ormai morti. Una discussione assai istruttiva. Tutti i lati della vita dovrebbero essere rappresentati. Credete sia solo un paradosso? Parlarono seriamente della serietà dell’irrisore. Oh, pretificato istrione! In parole di parole per parole, palabras. Ho incontrato un folle nella foresta – … in cui ognuno può trovare quel che vuole. Piroettando una gagliarda se ne uscì fuori. La sua arte, più che l’arte del feudalesimo, come l’ha chiamata Walt Whitman, è l’arte del rigurgito. Fai e fai. Cosa fatta. Egli passeggia. Una vita è tutto. Un corpo. Fai. Ma fai. Punkt | Lasciollilsuo | Secondoletto | Sceltaletto | Secascelta | Lascioletto. Fermo! Un litro di birra è un piatto da re. Oh, voglio raccontarvi quel che ha detto Dowden! Basta che mescoli una mistura teologicofilologica. Mingo, minxi, minctum, mingere. È un prodotto tedesco, rispose Stephen, fabbricato per dare una patina francese agli scandali italiani. Tutti sorrisero i loro sorrisi. Agenbite of inwit: rimorso di coscienza. Ma sappiamo da autorevolissima fonte che i peggiori nemici di un uomo sono i suoi familiari stessi. Un padre, disse Stephen, lottando contro lo scoramento, è un male necessario. La paternità, in quanto generazione cosciente, è sconosciuta all’uomo. È uno stato mistico, una successione apostolica, dall’unico generatore all’unico generato. Su quel mistero e non sulla madonna che lo scaltro intelletto italiano ha gettato in pasto alle genti d’Europa è fondata la Chiesa e fondata irremovibilmente in quanto è fondata, come il mondo, macro e microcosmo, sul vuoto. Sull’incertezza, sull’improbabilità. Amor matris, genitivo soggettivo e oggettivo, questa è forse l’unica cosa vera nella vita. La paternità forse è una finzione legale. Chi è il padre di un qualsiasi figlio perché qualsiasi figlio debba amarlo e viceversa? Ma dove diavolo vuoi arrivare? Lo so. Quietati. Va’ all’inferno! Ho le mie ragioni.


IL MIO ESAGERAME ATTORNO ALLA FATUITA’ PER L’INCONVENIENTE DELL’ULISSE #9

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – uomo affamato, uomo arrabbiato

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Ci dovrebbe essere una sala o un posto dove gli inventori potessero andare a inventare gratis. Certo che allora tutti i fissati starebbero a seccare. Ma il disgraziato dovrebbe starsene continuamente in piedi con le interiora in mostra. Scienza. Che vuol dire quel teco? Don Giovanni, tu hai me invitato | A venire a cena stasera | Para ponzi, ponzi, po’. Oggi. Oggi. Non pensare. Uomo tutto fare cerca lavoro. Salario modesto. Non si fidano di quel che gli dici. Fare un’osservazione qualsiasi. La pioggia per ora non si è fatta viva. Nessuna risposta. Anche fumare col buio dicono che non dà piacere. Che sogni potrà fare, se non vede? La vita è un sogno per lui. Dov’è la giustizia quando si nasce così? Karma la chiamano quella trasmigrazione per i peccati che si son fatti nella vita passata la reincarnazione metti in che cosa. Sir Frederick Falkiner che entra nella loggia massonica. Ma è proprio quel che si dice un sudicio giudeo. E che il signore abbia pietà dell’anima vostra. Olà, un cartellone. Sì. Cancello. Si avverte sempre che i giudizi di Goethe sono così esatti. Monsieur de la Palisse, ghignò Stephen, era vivo un quarto d’ora prima di morire. Ed egli avea del cul fatto trombetta. Tiene le mie follie in ostaggio. L’arte deve rivelarci idee, essenze spirituali senza forma. La domanda suprema circa  un’opera d’arte è da quali profondità vitali essa scaturisca. La poesia più profonda di Shelley, le parole di Amleto mettono il nostro spirito in contatto con la saggezza eterna, il mondo delle idee di Platone. Tutto il resto è speculazione di scolaretti per scolaretti. Hiesos Kristos, mago del bello, Logos che soffre in noi in ogni momento. Questo in verità è quello. Fratelli della grande loggia bianca sempre attenti all’occasione di dare qualche aiuto. La vita esoterica non è per una persona comune. La P. C. deve liberarsi per prima cosa del cattivo karma. La gente non sa quanto possano essere pericolosi i canti d’amore, avvertì occultamente l’uovo aurico di Russell. I movimenti che operano le rivoluzioni nel mondo nascono dai sogni e dalle visioni nel cuore di un contadino sui pendii delle colline. La sua mano libera graziosamente tracciò piccoli segni in aria. Gli Amleti in khaki non esitano a sparare. Il macello grondante sangue del 5° atto è un presentimento del campo di concentramento cantato da Mr Swinburne. Tra il sorriso sassone e il latrato americano. Ficcaci dentro tutto quello che sai. Rendili tuoi complici. Composizione di luogo. Questo ficcare il naso nella vita intima di un grand’uomo, cominciò Russell impazientemente. Ho pagato la mia parte, ho pagato la mia parte. Tutte le molecole cambiano. Sono un io diverso adesso. Fu un altro io a prendere la sterlina. Io, io e io. Io. A. E. I. O. U. 


IL MIO ESAGERAME INTORNO AL FATTORIALE PER L’INCARTAMENTO DELL’ULISSE #8

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – che proprio con questo scrittore viene sviluppato nelle evoluzioni più

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Il padrone di casa non muore mai, dicono. Un altro si infila nei suoi panni quando gli arriva l’avviso di licenziamento. C’è sotto qualche ladreria. Piramidi sulla sabbia. Costruite con pane e cipolle. Schiavi. Muraglia cinese. Babilonia. Il resto macerie, sobborghi tentacolari, costruiti da speculatori, case di Kerwan venute su come funghi, fatte di sabbia. Rifugio per la notte. Nessuno è niente. Oggi ci dev’essere una riunione del consiglio comunale. Il fascino è tutto lì: nel nome. A. E.: cosa vuol dire? Iniziali forse. Qualcosa di occulto: simbolismo. Non sanno neanche che cos’è la poesia. Ci vuole un certo stato d’animo. I tedeschi si fanno strada dappertutto. Vendono a buone condizioni per conquistare il mercato. È incredibile la roba che dimenticano nei treni e ai guardaroba. Non lo vedo. Basta immaginarsi che c’è e lo si vede. Non lo vedo. Lei canticchiava. Ero più felice allora. O ero io quello? O sono io adesso? Ugnoluglio agosettembre l’otto. Ci sono quasi 3 mesi. Uomini, uomini, uomini. Un’altra infornata di microbi. Anch’io sono così? Vedersi come ci vedono gli altri. Uomo affamato uomo arrabbiato. Ma allora l’illusione va perduta. L’ho vinstom nenlambanca Ulnstam lunendì. Mangiare o essere mangiati. Ammazza! Ammazza! Non si sa mai di chi si masticano i pensieri. Forse allora tutti si nutriranno di pasticche. Una casa cos’è se la pasta di carne Plumtree non c’è? Incompleta. Che mangiò o cosò il coso di Padre Cozzante. Quando c’è è una casa da re. Se è testa vinco, se è croce perdi. Stupidi i pesci non imparano nulla in mille anni. Giugno non ha r né ostriche. Chi era che aveva l’abitudine di mangiarsi la forfora dalla propria testa? Metà delle ostriche che pescano le ributtano in mare per tenere alti i prezzi. A poco prezzo. Nessuno le comprerebbe. L’élite. Crème de la crème. Posso tentarla a prendere un altro filetto di sogliola, miss Deperbac? Sì, dìa perbac. E gliela dié perbac. Il calore del sole, ecco che cos’è. È come una carezza segreta che mi risveglia ricordi. Le davo delle calde linguate. Appiccicate, le mosche ronzavano. Nettare, immaginati di bere elettricità: cibo degli dei. E noi a ficcare il cibo in un buco e fuori di dietro: cibo, chilo, sangue, sterco, terra, cibo. Oh, è una bella associazione, disse Nosey Flinn. Ti sono vicini quando te la passi male. Conosco uno che cercava di entrarci, ma sono maledettamente chiusi. Ma perdio hanno fatto bene a non volerci le donne. Davy Byrne annuìsorrisesbadigliò tutto in una volta. Mr Bloom uscendo alzò 3 dita in segno di saluto. In Duke lane un terrier vorace vomitò a forza uno schifoso groppo tutto noccioli sul selciato e se lo rileccò su con rinnovato gusto.


IL MIO ESAGERAME INTORNO ALLA FATTUCCHIERIA PER L’INCAROGNIMENTO DELL’ULISSE #7

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – non c’è nessuna ragione per bloccare il traffico

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Un improvviso – allora – sebbene – dopo – lunga – malattia – con – frequente – espettorazione – decesso, disse Lenehan. E con un grande avvenire dietro di sé. Dublino. Ho molto, moltissimo da imparare. Anch’io ho una visione, disse Stephen. Forza ora. Osa. E la vita sia. Orribile disgrazia a Rathmines! Un bambino morsicato da un soffietto! La casa delle chiavi, capisce? Si chiama Keyes, chiavi. L’intitoli, un momento, disse il professore, scostando le lunghe labbra per riflettere. L’intitoli, vediamo un po’. L’intitoli: deus nobis haec otia fecit. No, disse Stephen, l’intitolo Visione della Palestina dal Monte Pisgah ovvero la Parabola delle Susine. Fornitore di confetterie a Sua Maestà il Re. Dio. Salvi. Il nostro. Il dio vuole sacrifici cruenti. Viene! Viene!! Viene!!! Tutti benvenuti. La famiglia si sfascia sempre quando non c’è più madre. Crescete e moltiplicatevi. Bah certo se si sapesse sempre come stanno le cose. Tempo burrascoso al largo. Se mi buttassi giù? Così che scrivono i poeti, somiglianza dei suoni. Però Shakespeare non ha rime: versi sciolti. Il fluire della lingua, ecco. Perché la vita è una corrente. Tutti i posti sono buoni per gli annunci pubblicitari. Strettamente confidenziale. VIETATA L’AFFISSIONE. VIETATA LA FLUSSIONE. Qualcuno che ce l’ha infiammato. Se lui… Oh! Eh? No… No. No, no. Non ci credo. Non lo farebbe, vero? No, no. Par è greco: parallelo, parallasse. In fondo ha ragione. Non sono che paroloni per cose comuni per amor del suono. Lesse le lettere rosse sui loro 5 cilindri bianchi: H. E. L. Y. S. Gli avevo suggerito un carro pubblicitario trasparente con 2 belle ragazze sedute all’interno a scriver lettere, quaderni, buste, carta assorbente. Scommetto avrebbe fatto presa. Belle ragazze che scrivono qualcosa attirano subito l’attenzione. Tutti muoiono dalla voglia di sapere che cosa scrive. Dolce nome anche: caramello. Il mio cuor sarà distrutto se mangerò lo strutto. Corrente della vita. Pen qualchecosa. Meno male che non. Fruga dentro. Aperta. Denaro. Campione gratuito. Un sogno che ha fatto, un incubo. Diceva che l’asso di picche stava salendo le scale. Legga, disse. Cambiare argomento. La sua lingua schioccò compassionevole. Tz. Tz. Dimmi per piacere cosa vuol dire. Il beato porco. Una zolletta di zucchero soltanto nel mio tè per piacere. Oh, è proprio iam iam. I dottori sono umani, la maggior parte. Dev’essere eccitante farla per aria. Ingranaggi. Non si sa mai con chi si parla. Bisogna parlare all’infinito della nostra bella patria. Idiozie. Che la repubblica è la miglior forma di governo. Che la questione della lingua dovrebbe avere la precedenza sulla questione economica. Parole inutili. Le cose non cambiano.


IL MIO ESAGERAME ATTORNO ALLA FATTISPECIE PER L’INCAGLIAMENTO DELL’ULISSE #6

ovvero ecco le frasi che ho sottolineato (a puntate) durante la lettura dell’ Ulisse di James Joyce – l’ Ulisse avrebbe dovuto essere pubblicato da un buon editor, diceva uno nel 2004

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3 scellini gli ho prestati da Meagher. 3 settimane. Terza allusione che gli faccio. VEDIAMO IL PIAZZISTA AL LAVORO. Allusione al governo autonomo. Forse potrei chiedergli la pronuncia di quel voglio. Eccetera. Vuole essere sicuro dell’ortografia. Febbre delle bozze. È divertente vedere l’impar una erre eggiabile imbara una o due erre? Cimiterio ce lo ficca dentro per via del camino del crematorio, naturalmente. Sllt. Quasi umano il modo in cui fa sllt per richiamare l’attenzione. Fan tutto quello che possono per parlare. Tutte le cose parlano a loro modo. Sllt. Dov’è comesichiama? Sembra tutto un po’ sciocco finché non ne hai visto bene il fondo. Vuol dire giustizia ma fatto sta che tutti si mangiano tra di loro. È la vita dopo tutto. Ned Lambert, seduto sulla tavola, seguitò a leggere. Che ne dici come stile aulico? Tutta retorica. Vesciche piene d’aria. CONCISO MA APPROPRIATO. Patria di chi? disse semplicemente Mr Bloom. Domanda pertinentissima, disse il professore tra un boccone e l’altro. Con l’accento sul di chi. Una storia è buona finché non ne senti un’altra. 28… No, 20… quattro quattro… Sì. NE SEGUE UNO SCONTRO. Imperium romanum, disse gentilmente J. J. O’Molloy. Suona più nobile di British o Brixton. La parola fa pensare allo sfrigolìo del grasso nel fuoco. Aspettate un momento, non ci dobbiamo lasciar trasportare dalle parole, dal suono delle parole. Prima il mio indovinello, disse Lenehan. Siete pronti? ??? Io insegno la reboante lingua latina. Parlo la lingua di una razza che ha come espressione culminante della sua mentalità la massima: il tempo è denaro. Dominio materiale. Dominus! Signore! Dov’è la spiritualità? DI TUTTO UN PO’. Lo può fare. Le si legge in faccia. Nel lessico della giovinezza… Legge in faccia. Legge negli occhi. Tutti possiamo fornire pascolo mentale, disse Mr O’Madden Burke. Il dito saltellava da un punto all’altro soffermandosi, vibrando. Incubo da cui mai ci si sveglierà. Madama, sono Adamo. Ed ero Abele abile all’alba prima di veder l’Elba. Tutto da un’inserzione pubblicitaria. Questa è la stampa. Il padre del giornalismo a sensazione, confermò Lenehan, e cognato di Chris Callinan. Intelledettamente maligente, disse Lenehan a Mr O’Madden Burke. RIME E RAGIONI. Bocca, scocca. È la bocca forse che scocca? Oppure scocca nella bocca? Dev’essere così. Scocca, cocca, tocca, brocca, filastrocca. Ha parlato di me. Che ha detto? Che ha detto? Che ha detto di me? Non chiederlo. In breve, per quel che mi ricordo, le sue parole furono queste. Perché voi ebrei non volete accettare la nostra cultura, la nostra religione e la nostra lingua?