DICHIARAZIONE DI POETICA #5

contributi di jean-luc godard, vladimir majakovskij, jacques rancière, daisetz teitaro suzuki

.

all’inizio credi di esprimerti

e non ti rendi conto che in questa

espressione c’è un grande moto

di impressione che non proviene

da te stesso la realtà

è fatta di vasi comunicanti

il montaggio permette di guardare

le cose anziché dirle se il nostro lavoro

artistico viene condotto secondo

gli stessi princìpi che guidavano quello passato

non sfiorerà minimamente l’attenzione del nuovo uditorio

che cosa bisogna fare

bisognerebbe pregare i signori poeti di scendere dal cielo in terra

bisogna usare tutte le armi usate dai nemici

bisogna convertire tutti i rifiuti della vita

ordinaria in corpi poetici e in segni storici

bisogna prendere un oggetto cosiddetto

reale e rapportarlo a soggetti cosiddetti

irreali che siano intorno e

quel che permette di comunicare è far uscire

qualcosa che in precedenza è stato impresso

la letteratura è il dispiegamento la decifrazione

il vedere è anche chiamato riconoscimento

o comprensione o meglio ancora

sperimentare

wu in cinese

satori in giapponese

di questi segni che sono impressi direttamente

sulle cose bisogna mostrare che non c’è

un modello c’è soltanto il modellare

è il pensiero del disordine nuovo

le parole servono solo a solidificare

la letteratura è elaborazione verbale

è l’epoca a dettare le forme

di tale elaborazione questo del montaggio

è un aspetto che va nascosto perché

è qualcosa di abbastanza forte

consiste nel mettere in rapporto

le cose in modo che la gente

queste cose le veda cancellare

qualsiasi gerarchia tra soggetti nobili

e umili tra narrazione e descrizione

tra primo piano e sfondo tra uomini

e cose la poesia è non le cose

ma ciò che si trova tra le cose

e fa confessare la propria verità

alla società nuova fa parlare

i testimoni muti della storia comune

la mia unica intenzione è riuscire

a far sì che la gente si dica qualcosa

la scienza sta solo in questo sta

nel vedere coi propri occhi

conclusione provvisoria

il mondo moderno è un enorme

cumulo di macerie un immenso

reticolo di geroglifici da leggere

dove tutto è nello stesso tempo

ultramoderno e in rovina

e immaginare vuol dire produrre

e produrre vuol dire immaginare

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