LA CACCIA AL SERPUALO #8

sesto canto

il sogno dell’avvocato

.

Lo cercarono coi ditali, lo cercarono con attenzione;

Lo inseguirono con forchette e speranza;

Lo minacciarono con un binario della stazione;

Lo incantarono con sorrisi e sapone a oltranza.

.

Ma l’Avvocato, stanco di dimostrare inutilmente

Che a far merletti il Castoro sbagliava,

S’addormentò, e in sogno vide chiaramente

La creatura che la fantasia gli infestava.

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Sognò di trovarsi in un tribunale evanescente

Dove il Serpualo, inforcato un monocolo sottile,

Indossava toga, fascia, parrucca, e difendeva un porco

Dall’accusa di diserzione di porcile.

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I testimoni provarono, senza errore,

Che il porcile era deserto quando fu ritrovato:

E il Giudice spiegò la posizione legale

Con suono morbido e riservato.

.

Le accuse non furono con chiarezza espresse,

E il Serpualo aveva cominciato,

E parlò per 3 ore, prima che qualcuno intendesse

Di che cosa il porco fosse indagato.

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Nella Giuria si formarono opinioni diverse,

(Già molto prima della lettura dell’accusa),

E parlarono tutti insieme, così ognuno di loro perse

Ciò che dicevano gli altri alla rinfusa.

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Dovete sapere” – il Giudice iniziò con mosse posate: ma il Serpualo esclamò, “Cazzate!

Quella legge è proprio demenziale!

Amici miei, lasciatemi dire che la questione portante è proibire

Che qui si utilizzi un antico diritto feudale.

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In materia di Tradimento il porco si accuserebbe, lo dichiaro,

di aver Concorso, ma a fatica di Favoreggiamento:

Mentre l’accusa di Insolvenza cade, è chiaro,

Se accordate l’eccezione «mai un indebitamento».

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La faccenda della Diserzione non la discuterò nemmeno:

Ma il reato, come confido, è eliminato

(In relazione ai costi di un tribunale strapieno)

Dall’Alibi che è stato confermato.

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Il destino del mio cliente ora dipende dai vostri voti”.

Ora è il turno del relatore seduto al proprio posto – 

Rivolto al Giudice si riferiva ad appunti remoti

Ricapitolando brevemente il caso esposto.

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Ma il Giudice disse di non aver mai ricapitolato;

Così il Serpualo se ne incaricava,

Ricapitolando così bene che ci aveva associato

Anche ciò che nessun testimone pensava!

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Richiesto il verdetto, la Giuria declinò l’invito,

Ché la parola era troppo confusa da spiegare;

Ma osarono sperare che al Serpualo fosse gradito

Incaricarsi di quel dovere senza farsi pregare.

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Così il Serpualo emise il verdetto, anche se, lo riconosceva,

Le fatiche di giornata lo avevano esaurito:

Appena sentita la parola «COLPEVOLE!» la Giuria gemeva,

Qualcuno cadde a terra impietrito.

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Dopo la sentenza, il Giudice era veramente

Troppo nervoso per esprimere un suono:

Quando si levò in piedi, c’era un silenzio opprimente,

La caduta di uno spillo pareva un tuono.

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Deportazione a vita” fu la sentenza che diede,

E 40 sterline di multa a seguire”.

La Giuria applaudiva, anche se il Giudice disse in fede

Che legalmente il giudizio faceva impallidire.

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L’esultanza selvaggia fu frenata all’improvviso

Quando il carceriere li informò, piangendo,

Che la sentenza non aveva un effetto deciso,

In quanto il porco era morto da tempo.

.

Il Giudice lasciò la Corte, pareva disgustato:

Ma il Serpualo, seppure un po’ sorpreso,

(Come il legale che ci avevano mandato)

Se ne andò via mugghiando incompreso.

.

Così sognò l’Avvocato, mentre il mugghiare sembrava

Diventare ogni momento più chiaro:

Finché si svegliò al rintocco di chi furioso scampanava,

Il Banditore accanto al suo orecchio ignaro.

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