DICHIARAZIONE DI POETICA #1

quando si sente parlare di poesia, la gente si prende subito male: non fatico a crederlo: la poesia ha accusato in maniera maggiore del romanzo (molto più facile da modellare secondo le leggi del mercato) la progressiva sterilizzazione/normalizzazione imposta dalla società capitalista – poi la poesia si presta meglio (si è sempre prestata) alla ghettizzazione, ad essere qualcosa per pochi, qualcosa cui possono accedere solo alcuni personaggi di una certa cultura/elevazione spirituale: questo porta, credo, alle tristi letture di versi stantii con le luci soffuse, accompagnate ogni tanto da un po’ di musica jazz: una messa triste e soprattutto inutile |

il panorama odierno non offre altro che rassegne di poesia artificiale/osa, dove la personalità del poeta (un tipo molto spesso sconsolato e pensoso) si riduce ad esprimere in versi i propri tormenti interiori, con sullo sfondo di tanto in tanto alcuni problemi dell’epoca: la passione per l’idillio, per la trita consolazione trovata in un raggio di sole in mezzo alla nebbia, non l’ha ancora abbandonato – tra i versi di un giovane rampante trentenne e quelli di una rispettatissima settantenne la differenza è minima, essendosi codificata (non si capisce come, né perché, inconsciamente) un tono poetico standard – la differenza si nota soprattutto nel numero di parole più o meno preziose (e quindi per un’equivalenza assurda più o meno poetiche) che si presentano al lettore per fargli capire che sì, si tratta di poesia (in questo caso le luci soffuse aiutano parecchio – e anche il tono di voce sofferto) |

per questa gente, per dire, sembra che non esistano internet e i nuovi media|

ora, credo che non si possa neanche provare a pensare un modo di produzione (poiesis) verbale diverso se non si affronta il nodo della tradizione 900esca: guy debord parlava di come il dominio spettacolare integrato trovasse la propria ragion d’essere nella pratica dell’occulto, di un nascondimento continuo e virale, di un segreto generalizzato che induce a non pensare le categorie del nostro tempo, il sistema di produzione economico e di comunicazione (chi crea ricchezza? e come? di cosa non si può assolutamente parlare?), prendendo tutto il pacchetto come perfettamente naturale, esistente dalla notte dei tempi, migliore dei mondi possibili (gli altri non sono neppure pensabili) |

[continua

Annunci

One Comment on “DICHIARAZIONE DI POETICA #1”

  1. Annalisa ha detto:

    Sono ovviamente d’accordo, però non credo che la poesia si sia SEMPRE prestata alla ghettizzazione.
    Lo so, vado un po’ indietro nel tempo, ma quando la cultura si basava sull’oralità la poesia era un tutt’uno con l’immaginario e la civiltà del periodo, a tutti i livelli sociali.
    Forse abbiamo perso il senso della poesia quando abbiamo smesso di recitarla….


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...